Renzi saldo. Anche il governo (da Europa – 26.11.2013)

Il sindaco di Firenze stabile al 70 per cento. Civati si riprende il nord ma Cuperlo sale al sud e nelle isole. Ora la distanza tra i due è inferiore ai 5 punti

Renzi saldo. Anche il governo
Tra due settimane si apriranno i gazebo e conosceremo l’epilogo delle primarie per la scelta di un nuovo segretario per il Partito democratico. Il sondaggio realizzato la scorsa settimana da Quorum per Europa dava Matteo Renzi saldamente davanti agli altri due concorrenti, impegnati in una sfida per la seconda piazza.

Lo scenario non è cambiato. Renzi guida con il 70% netto delle intenzioni di voto. Lunedì scorso era al 69,8% ma in campo c’era ancora Gianni Pittella, eliminato dalla competizione in quanto quarto classificato nella fase dei circoli. Il suo 2,5%, per ora, è andato ad ingrossare le performance di Pippo Civati e Gianni Cuperlo, che sono cresciuti rispettivamente dell’1,3% e dell’1%. La forbice tra i due è di 4,8 punti (sette giorni fa erano 5,1) in favore di Cuperlo (17,4% a 12,6%). Pittella in ogni caso ha annunciato che appoggerà la corsa di Renzi e i suoi voti, che si concentrano per lo più al sud, dovrebbero aggiungersi alla fine a quelli per il rottamatore.

Questa settimana Quorum ha chiesto agli elettori delle primarie se, e in che misura, l’elezione del nuovo segretario influenzerà la vita del governo Letta. Il 53,5% ha risposto che lo farà in maniera positiva (in quanto, un segretario legittimato dalla base darebbe maggiore forza al Pd all’interno del governo), il 17,7% pensa che avrà un impatto negativo (pesa l’ambizione di andare al più presto ad elezioni per guidare lui stesso un futuro governo), mentre per il 27,2%, a prescindere da chi uscirà vincitore dai gazebo, non cambierà nulla nei rapporti tra Nazareno e palazzo Chigi.

I dati sull’elettorato dei candidati analizzato dal punto di vista anagrafico mosrano un incremento di consensi per Civati e Cuperlo nel range di elettori tra i 16 e i 24 anni (1,8% e 1,4% di aumento ciascuno), ma il dato più interessante è quello nella fascia tra i 45 e i 54 anni. Sia Renzi che Cuperlo perdono terreno lasciando spazio a Civati che in quella fascia di età guadagna il 4,8%. Per il sindaco di Firenze si tratta di un calo del 5,6%. Al momento è quello il range nel quale il rottamatore fa registrare le percentuali di consenso più basse (in ogni caso un solido 67,3%). Dal sondaggio arriva un colpo ai contorni un po’ snob che accompagnano le candidature di Civati e Cuperlo.

Il più giovane tra i tre concorrenti ha più che raddoppiato la percentuale dei suoi elettori in possesso di un titolo di studio della scuola elementare o media inferiore, passando dal 5,5% al 12%. Cuperlo ha fatto lo stesso, passando dal 14,6% al 21,2%.
La corsa tra i due per il secondo posto assume sempre più i caratteri di una gara per macroaree. La settimana scorsa Cuperlo aveva superato Civati al nord, ora la situazione si è ribaltata di nuovo e vede il candidato lombardo al 18,4% contro il 17,2% del triestino. Renzi guida col 64,4%. Se nelle zone rosse l’indecisione rilevata è bassa e non si apprezzano grossi spostamenti, nel centro sud e nelle isole Cuperlo continua a crescere. Questa settimana ha superato il 20% contro un Civati fermo sotto il 10% e Renzi stabile al 70%.

Infine Quorum fornisce il dato della distribuzione dei consensi in base al voto per i partiti dichiarato dagli intervistati. Si tratta inevitabilmente della rilevazione più influenzata dall’attualità politica e la differenza più apprezzabile si registra tra coloro che si sono dichiarati elettori degli altri partiti di centrosinistra, Sel in testa. Un bacino nel quale il sindaco di Firenze guida con il 51% ma che fino alla scorsa settimana costituiva un forziere di voti per Civati. Dopo l’assemblea dei deputati di martedì scorso che ha salvato il ministro Cancellieri i suoi consensi in quell’area sono scesi di 5,5 punti contro una crescita secca di Cuperlo che dal 16,4% è passato al 20,4%. Per contro Civati ha guadagnato qualcosa tra gli elettori del Pd (passando dal 12,1% al 13,5%), segno che la decisione di non arrivare a una spaccatura gli ha tolto voti nell’area critica, regalandogliene tra l’elettorato di casa.

@unodelosBuendia

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