Primarie Pd, candidati a caccia di sponsor per le loro liste (da Europa – 26.11.2013)

 

Con Matteo Renzi molti amministratori, come Debora Serracchiani, Piero Fassino ed Enzo Bianco. Gianni Cuperlo schiera Alfredo Reichlin ma non rinuncia al rinnovamento. Mentre Pippo Civati lascia i big in seconda fila. Ritardi sulla dislocazione dei seggi

Primarie Pd, candidati a caccia di sponsor per le loro liste
Mancano due giorni alla presentazione delle liste per l’assemblea nazionale del Partito democratico. Entro giovedì a mezzogiorno i giochi dovranno essere conclusi e ciascun candidato dovrà aver presentato un elenco di nomi per ciascun collegio. A coordinare i lavori di ciascuna mozione ci sono Luca Lotti (Renzi), Francesco Verducci (Cuperlo) e Thomas Castangia (Civati), ma è soprattutto sui territori che i giochi si fanno più complicati, per la necessità di conciliare le diverse componenti che sostengono i singoli candidati, l’alternanza di genere e le esigenze dei circoli locali. A rendere più difficili le cose, rispetto ai congressi precedenti, ci sono la scelta di affiancare una sola lista a ogni aspirante segretario e l’assenza della “camera di compensazione” delle assemblee regionali, visto che per la prima volta queste ultime non sono elette contemporaneamente a quella nazionale, ma solo nei prossimi mesi.

Matteo Renzi punta molto sugli amministratori locali. A guidare le sue liste, laddove possibile, saranno presidenti di regione (Debora Serracchiani in Friuli-Venezia Giulia, per esempio) e sindaci (da Piero Fassino a Torino a Michele Emiliano a Bari ed Enzo Bianco a Catania). Gli uomini vicini al candidato stanno lavorando fianco a fianco con quelli di AreaDem per trovare i giusti equilibri, con questi ultimi impegnati a compensare anche lo scarso radicamento dei renziani in alcune zone. E non mancheranno i nomi a sorpresa di alcuni “esterni” alla politica attiva, con in pole position il patron di Eataly Oscar Farinetti e rappresentanti del mondo della scuola, tema su cui il sindaco punta molto.

In casa dello sfidante Cuperlo si lavora soprattutto al giusto mix tra i grandi nomi della sinistra italiana (Alfredo Reichlin dovrebbe essere della partita, magari per proporlo poi come presidente dell’assemblea) e le nuove leve. E se Massimo D’Alema si gioca le sue carte in prima persona a Bari contro Emiliano (mentre alcuni parlamentari ed esponenti locali di area popolare invitano entrambi a fare un passo indietro «nell’interesse unitario»), non dovrebbe essere così per Cesare Damiano, che non sembra propenso a scendere in campo a Torino contro il suo ex mentore Fassino.

I parlamentari che lo sostengono non guideranno le liste di Civati, ma si candideranno dietro giovani e amministratori, soprattutto donne, per sostenere la loro corsa. Così ad esempio a Roma, Walter Tocci sarà il numero due della lista. L’endorsement di Fabrizio Barca non si è (ancora) tradotto in una candidatura, mentre a Reggio Calabria sarà capolista l’ex sindaco antimafia di Monasterace Maria Carmela Lanzetta.

Al quartier generale del Pd, intanto, guardano con preoccupazione ai dati in arrivo dalle regioni sul numero dei seggi già individuati. A fronte dei circa 9mila stabiliti a livello nazionale, solo la metà è già stata confermata, con ritardi preoccupanti soprattutto in Calabria, Umbria e Sicilia.

@rudyfc

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