Pd, il giorno della Convenzione. Parte il rush finale verso le primarie (da la Repubblica – 24.11.2013)

Renzi, Cuperlo e Civati riceveranno l’investitura formale prima della sfida dei gazebo. Attesa per il messaggio di Letta. Incombe il caso Salerno

ROMA – Ci saranno i tre sfidanti delle primarie. Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Giuseppe Civati avranno la loro investitura ufficiale domani, nella Convenzione Pd. Sarà formalizzato così il risultato del voto degli iscritti, che esclude il quarto classificato: Gianni Pittella. Per partecipare alla convenzione del Pd Matteo Renzi rinuncia a correre alla maratona di Firenze. Per lui si preannuncia come una tappa fondamentale nella corsa per la segreteria.

Non ci sarà invece il premier, Enrico Letta. Che però invierà un messaggio. Con un contenuto simile a quello del discorso pronunciato durante il forum berlinese organizzato dallaSueddeutsche Zeitung: il Pd deve imparare la lezione dal passato, se si dividerà rischierà di perdere di nuovo. Un messaggio diretto soprattutto a Renzi, nella speranza di una “collaborazione” serena.

Sarà il responsabile organizzativo, Davide Zoggia, ad aprire i lavori – alle 10, all’hotel Ergife – riepilogando il risultato del voto degli iscritti: 46,7 per cento a Matteo Renzi, il 38,4 a Gianni Cuperlo, il 9,2 a Pippo Civati e circa il 6 a Gianni Pittella (escluso dalla competizione nei gazebo). Poi prenderà la parola il segretario uscente, Epifani. Quindi i tre candidati illustreranno le loro piattaforme programmatiche.

Sulla convenzione incombe però soprattutto il caso Salerno: la commissione di garanzia del partito ha infatti congelato il voto congressuale nella città del sindaco, dove il sindaco di Firenze ha ottenuto il 97 per cento grazie anche al sostegno del sindaco e viceministro Vincenzo De Luca. Un De Luca che tra l’altro è sotto tiro anche per vicende giudiziarie legate alla sua attività di amministratore locale per le quali il M5S presenterà una mozione di sfiducia in Senato.

Renzi ha trascorso le ultime 24 quasi in silenzio. Ha promesso alle ‘Iene’ che “farà il bravo” con Massimo D’Alema, con cui è stato protagonista di una durissima querelle a distanza, ha annunciato che per l’Immacolata resterà nella sua Firenze a seguire i risultati delle primarie del Partito democratico; ha detto di non sapere nulla del colpo a sorpresa minacciato – nei suoi confronti – da Silvio Berlusconi. In compenso il sindaco è stato messo ancora una volta nel mirino da Stefano Fassina. Il viceministro dell’Economia, esponente del fronte cuperliano, lo ha accusato di minare l’esistenza del governo Letta quando insiste a dire che l’esecutivo deve attuare l’agenda del Pd. “A chiacchiere siamo tutti bravissimi, a fare il ‘one man show’ siamo bravissimi – ha incalzato Fassina – nei talk siamo tutti i bravissimi, a fare le leggi di Stabilità in tv siamo bravissimi ma bisogna essere consapevoli dei problemi del paese e degli spazi di manovra che ha questo Governo”. A tranquillizzare gli animi ci ha provato un renziano ‘doc’ come il ministro Graziano Delrio: “Letta non rischia niente da un Pd più forte”. Nei confronti di Renzi apre invece Gianni Pittella, il quarto classificato nella battaglia tra gli iscritti. “Vogliamo aprire una linea di credito, ma aspettiamo risposte”, dice.

Ma c’è un’altra battaglia che comincia adesso. Quella per la composizione delle tre liste che affiancheranno i candidati. Da esse uscirà la composizione dell’assemblea nazionale, l’organismo di mille membri cui spetterà la scelta del segretario, a scrutinio segreto, se nessuno dei candidati dovesse ottenere il 50 per cento dei suffragi nei gazebo.

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