Congelata la convenzione Pd. De Luca: «Solo vigliaccheria» (da la Città – 23.11.2013)

Riunione fiume fino a tarda sera ieri a Roma. Rischio commissariamento per l’organismo di garanzia a Salerno. Il sindaco che appoggia Renzi attacca la direzione del suo partito: «Che si aspetta a fare nomi e cognomi? Accumulo solo disgusto…»

di Carlo Pecoraro

Una riunione fiume nella stanze del Partito democratico di Roma iniziata a mezzogiorno di ieri, poi sospesa e ripresa alle 15 e proseguita fino alle 22. Il tutto per stabilire se la convenzione di Salerno (e non solo), dopo il dato «drogato» che ha consegnato a Matteo Renzi la vittoria, debba essere o meno annullata. Dalle indiscrezioni che si sono rincorse tutto il pomeriggio, pare che sia stata congelata. Nel senso che si intende commissariare gli organi di garanzia annullando la convenzione. La decisione pare sia stata difficile da prendere perché il “caso Salerno” fa pendant con quello di Enna dove Gianni Cuperlo ha portato a casa il 95% dei voti. Dal quartier generale di via Manzo nessuna notizia pare abbia raggiunto i vertici del partito, che ovviamente si riservano di presentare ricorso in caso di annullamento.

Nel mirino della discussione politica, è entrato il rapporto tra Renzi e il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Proprio il primo cittadino di Firenze ha rotto il ghiaccio e su twitter, a chi lo accusava di adottare due pesi e due misure tra il caso Cancellieri e quello di De Luca, replica: «Punto uno. Le dimissioni si chiedono ai condannati, non agli indagati. In un Paese civile l’avviso di garanzia non è una condanna». Ed ancora: «Punto due. In un Paese civile il ministro della Giustizia non chiama la famiglia di tre arrestati e un latitante e non dice “non è giusto”».

De Luca è intervenuto su facebook con un post al vetriolo dal titolo “Pd. Diffamazione, e poi vigliaccheria”. Questo quanto scritto dal sindaco di Salerno sul suo profilo: «Nei giorni scorsi, in conseguenza di un voto non gradito, che ha prodotto veri e propri impazzimenti, si è scatenata una campagna di confusione e di diffamazione a danno della federazione PD di Salerno – una federazione da sempre tra le più corrette d’Italia, dove non si registra nessun rigonfiamento di tessere, e dove gli iscritti e i votanti sono persone reali, non morti o extracomunitari di passaggio. Si è fatta trapelare l’idea di truffe, imbrogli e manipolazioni. Si erano segnalate presenze di camorra, mafia e sacra corona, di cellule di Al Qaeda e di Falun Gong… Dopo tutta quest’ira di Dio, apprendiamo che la commissione nazionale per il congresso ha assunto la decisione eroica di “congelare”! Ma come è possibile? Se ci sono irregolarità o addirittura inquinamenti si ha il dovere di intervenire in maniera pesante e radicale. Che si aspetta a fare nomi e cognomi; a rendere pubblici i verbali dei congressi, a verificarli uno per uno, seggio per seggio, comune per comune; a denunciare gli inquinatori? Perché a questo punto, o siamo di fronte a una clamorosa irresponsabilità, o non si ha nulla di serio da dire. Con tutto il disgusto che abbiamo accumulato, il mio appello è quello di non allontanarci dalla nostra linea: ognuno voti con serenità, e secondo coscienza. Ognuno si liberi dallo spirito di crociata; ognuno sia pronto a unire, domani, le persone perbene e i militanti onesti, dovunque collocati. Ognuno sia pronto a costruire una forza politica organizzata, in grado di contrastare il declino e lo sgretolamento dell’Italia, e di aiutare la povera gente».

Dopo la mozione di sfiducia che il Movimento 5 Stelle aveva presentato contro la il ministro della Giustizia, ieri il grillino salernitano, il senatore Andrea Cioffi accelera su quella contro il vice ministro alle Infrastrutture e ne chiede la calendarizzazione. «Abbiamo saputo che il viceministro delle Infrastrutture risulta indagato, un avviso di garanzia non si nega a nessuno, per gravi fatti per i quali abbiamo anche presentato quattro interrogazioni parlamentari e sono state sporte 23 denunce alla procura della Repubblica, la quale solo adesso si è mossa – spiega all’Ansa, Cioffi – Mi sembra di ricordare una certa inerzia amministrativa in passato, visto il ruolo dell’ex procuratore di Salerno, ma lasciamo stare». De Luca, aggiunge Cioffi «non vuole dimettersi da sindaco di Salerno levategli le deleghe. Abbiate il coraggio di fare almeno questo». Deleghe che il sindaco di Salerno non ha mai ricevuto. Su sindaco di Salerno si concentra anche l’attenzione di Beppe Grillo, che sul suo blog scrive: «Nel “nuovo” Pd di Renzie troviamo FassinoFranceschiniBassolino e addirittura Vincenzo De Luca il sindaco di Salerno con doppia carica, recentemente indagato per lo scandalo Crescent». Sull’argomento “cinguetta” anche l’onorevole Guglielmo Vaccaro: «Renzi da rottamatore a riciclatore. Perdona a De Luca brogli e incompatibilità per la doppia carica e incassa il 97,1%. No words!». Mentre il deputato del Pd KhalidChaouki, a proposito del cambiamento auspicato da Renzi: «Inizi a dirci adesso se lo tradurrebbe o meno in una richiesta di dimissioni al viceministro De Luca».

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