Gli iscritti scelgono Renzi. Il congresso del Pd riparte da qui (da Europa – 19.11.2013)

Il sindaco di Firenze raggiunge il 46,7 per cento nei circoli, staccando Gianni Cuperlo (38,4). Domenica la convenzione nazionale poi si apre la corsa alle primarie, con l’incognita della partecipazione

Gli iscritti scelgono Renzi. Il congresso del Pd riparte da qui
Punto e a capo. Il voto nei circoli chiude una fase di polemiche, di numeri tirati da una parte e dall’altra, di accordi unitari nei territori ignorati per collegare i segretari provinciali eletti alle mozioni nazionali. Da ieri è incontrovertibile che gli iscritti al Partito democratico hanno scelto in maggioranza Matteo Renzi. Una maggioranza relativa e non assoluta, dato che il sindaco di Firenze raggiunge a livello nazionale il 46,7 per cento, ma è stato smentito chi paventava un diverso orientamento tra i tesserati e gli elettori delle primarie, ammesso che vengano confermate le previsioni dei sondaggi, che indicano unanimemente Renzi come probabile vincitore ai gazebo.

Gianni Cuperlo si ferma lontano, al 38,4 per cento, dopo che per tutto il fine settimana il suo comitato aveva accreditato sui social network e sulle agenzie di stampa di essere addirittura in vantaggio. Al di sotto delle aspettative anche Pippo Civati, che rivendicava la possibilità di giocarsela testa a testa con Cuperlo per il secondo posto e invece è rimasto sotto il dieci per cento, al 9,2.

Si attesta poco sotto il 6 per cento Gianni Pittella. Un buon risultato per il vicepresidente del parlamento europeo, costruito soprattutto ma non esclusivamente al sud (dove raggiunge il 12 per cento), che non gli basta però a evitare l’esclusione dalle primarie. È questo, infatti, l’unico effetto concreto del voto degli iscritti: l’ammissione alla competizione aperta dell’8 dicembre dei primi tre classificati e l’eliminazione del quarto. Per evitare la tagliola, Pittella avrebbe dovuto raggiungere il 15 per cento dei voti: un obiettivo che si è dimostrato al di sopra della sua portata.

Il contorto iter del congresso dem prevede adesso la celebrazione delle convenzioni provinciali, composte dai delegati eletti nei circoli, che eleggeranno a loro volta i rappresentanti alla convenzione nazionale, che si terrà domenica prossima a Roma, all’Hotel Ergife. Un organismo che si riunirà solo ed esclusivamente in quella giornata, per ufficializzare il risultato dei circoli, ascoltare i discorsi dei candidati, animare il dibattito e poi tutti a casa, ché il lavoro vero comincia solo in quel momento. Alle primarie, Renzi, Cuperlo e Civati ripartiranno tutti dalla stessa linea e quella sarà la competizione vera, quella che deciderà chi sarà il prossimo segretario del Pd.

La principale incognita adesso riguarda il numero degli elettori che andranno a votare l’8 dicembre. Al Nazareno temono di non superare la quota dei due milioni, e anche Renzi vorrebbe qualcosa di più. Nel 2009, a mettersi in fila per scegliere il segretario dem tra Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino, furono tre milioni e 102mila persone. Allora nei circoli votarono 466mila iscritti al partito, mentre questa volta alle convenzioni hanno partecipato poco meno di 300mila tesserati. Un calo di circa un terzo che, se rapportato ai possibili elettori alle primarie, porterebbe l’asticella dell’affluenza a scendere proprio intorno a quota due milioni.

Per stimolare la partecipazione, oltre che per costruire un buon risultato a proprio vantaggio, Matteo Renzi inizierà domani pomeriggio da Genova il proprio tour, che lo porterà prima dell’8 dicembre a toccare tutte le regioni italiane. Ma sarà soprattutto il confronto tv su Sky (ancora una volta negli studi di X Factor, come fu nell’ottobre scorso) fissato per il 29 novembre a far crescere l’attenzione sulle primarie dem. Finora non sono previsti altri appuntamenti televisivi, ma lo stesso sindaco di Firenze non esclude, se tutti i candidati fossero d’accordo e se il clima attorno alle primarie non montasse, un secondo dibattito per aiutare la mobilitazione in tutto il paese verso i gazebo.

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Tornando ai dati provenienti dai circoli, la mappa mostra come Renzi vinca soprattutto nelle province del centro-nord, mentre Cuperlo riesce a prevalere in alcuni territori a macchia di leopardo, ma soprattutto al sud. E proprio nelle regioni meridionali si trovano le uniche due province in cui sono gli outsider a emergere: Civati a Foggia e Pittella, in maniera nettissima, a Potenza.

I risultati definitivi arriveranno solo nei prossimi giorni. In alcuni circoli, concentrati soprattutto nelle province di Asti, Frosinone e Rovigo, le convenzioni si devono infatti ancora svolgere. Mentre in provincia di Salerno, l’esito spropositato a favore di Renzi (oltre il 70 per cento, con un numero di votanti che sfiora quota 13mila) potrebbe essere oggetto di un ricorso da parte dei cuperliani. L’oscillazione di qualche decimale di punto, quindi, non può essere esclusa, seppure il risultato complessivo sia ormai acquisito.

Cuperlo vince nelle grandi città, come Roma, Milano, Napoli, Genova, Bologna, Bari e Palermo mentre Renzi è in testa nella sua Firenze, oltre che a Torino e Venezia.

@rudyfc

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