Buonaiuto: «Il Pd deve puntare su Renzi, sapendo che in Campania il leader è De Luca» (dal Corriere del Mezzogiorno – 09.11.2013)

L’INTERVISTA

L’assessore e dirigente democrat: «Non ci sono anomalie in questo. E nessuno faccia la corsa al riposizionamento»

SALERNO – «Il tesseramento del Partito Democratico ha sollevato molti dubbi tra gli operatori del settore ma anche tra la gente comune. Questo ha, in parte, offuscato invece la stragrande maggioranza di quei congressi dove non si è avuta alcuna “anomalia” ma al massimo si è avuto un incremento fisiologico nella speranza che l’attività di un partito venga premiata anche da chi vuole contribuire a renderlo rappresentativo della società». Alfonso Buonaiuto, assessore al Comune di Salerno, ha sostenuto Nicola Landolfi alla segreteria provinciale del Pd. E’ un fedelissimo di Vincenzo De Luca ma è anche un “renziano” della prima ora. Posizioni, queste, che potrebbero anche essere viste come contrapposte. «Ma non è assolutamente così. Anzi, tutt’altro» sostene Buonaiuto.
Scusi, ma a Salerno ci sono delle contestazioni durante i congressi territoriali. Come li giustifica?
«I congressi si sono conclusi in linea con i dati precedenti con circa 15.000 tesserati. Tutto ciò va iscritto alla organizzazione e al buon senso della dirigenza del Pd di Salerno che ha lavorato per rendere questo percorso un momento anche di elaborazione e di condivisione del partito stesso».
Per questo ha vinto Landolfi?
«Il partito nella leadership di Vincenzo De Luca ha inteso interpretare al meglio la volontà di unire e di voltare pagina rispetto alle posizioni politiche e personali di leader occasionali. Un risultato maturo, unitario e per questo politicamente importante forse tra i più importanti dell’intero Paese; basti pensare come la percentuale plebiscitaria tributata a Landolfi supera di gran lunga l’80%. Adesso però bisogna indicare la strada di questa ritrovata unità, una strada che ci deve portare alle primarie in maniera convinta e forte. Oggi, forti di una maggioranza quasi ingombrante, dobbiamo fare scelte inequivocabili che diano il senso della grande forza del partito salernitano, della sua organizzazione e della sua leadership».
Da De Luca a Renzi il passo non è troppo ampio?
«La scelta del candidato alle primarie, a mio giudizio, non può che cadere sulla persona di Matteo Renzi. Una serie di motivi di natura politica ma anche di visione del futuro ruolo del partito campano ci indica in lui la persona che potrà dare le maggiori possibilità di crescita del Pd. Questo però non deve avvenire attraverso una corsa al riposizionamento che è nella tentazione di ognuno di noi ma deve essere esercitata con una riflessione sul come deve essere il futuro del nostro partito e il suo ruolo a livello nazionale. Nessuno detiene l’esclusiva e nessuno, da oggi, può fregiarsi di avere un passo avanti ad altri. Bisogna lavorare per l’ottenimento di un risultato che dia seguito alla visione che abbiamo di uno sviluppo del territorio non solo salernitano ma campano se non addirittura meridionale. Se è questo lo scenario, l’ambito dove muoverci, il terreno di confronto con i cittadini, allora non resta altro che parlare con le donne e gli uomini della nostra terra disegnando loro l’orizzonte verso il quale ci si vuole dirigere. Tutto questo non può avere padrini ne tanto meno veti di non gradimento, dobbiamo essere una grande unica società che nelle primarie potrà esprimere oltre al voto, una visione nuova del proprio futuro».

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