Renzi a Repubblica: «Parlo dell’Italia, non delle regole» (da Europa – 07.11.2013)

Il sindaco all’attacco su Cuperlo e Civati: «Parliamo di problemi veri, non del caso iscritti». E il ministro Cancellieri «non mi ha convinto per niente»

Renzi a Repubblica: «Parlo dell'Italia, non delle regole»
Matteo Renzi spiega il suo sì al blocco del tesseramento con un’intervista a Repubblica. «Hanno detto: sospendiamo il tesseramento. Ho risposto: va bene. La prossima volta cosa mi chiederanno? Di ritirarmi? Non volevo questo calendario ma sembrava che avessi paura del voto degli iscritti e sono stato buono».

È un Renzi all’attacco, quello che risponde alle domande di Goffredo De Marchis: «Finché abbiamo tenuto il bandolo sui problemi veri, lavoro, fisco, legge di stabilità, com’è avvenuto alla Leopolda. Poi, Cuperlo e Civati hanno cominciato a denunciare il caso degli iscritti». Sul comitato Cuperlo, in particolare, il sindaco lamenta l’atteggiamento «assurdo» di volersi contare sui segretari provinciali.

Su chi sia stato a favorire i tesseramenti “truccati” Renzi non si esprime: «Non ne so niente». «Sarebbe stato meglio intervenire sui singoli casi, e ce ne sono, piuttosto che sparare nel mucchio. Però non sarò io a preoccuparmi delle regole. Voglio parlare dell’Italia».

Il sindaco nega di non essere interessato al voto degli iscritti, ma spiega che «nel modello di Partito democratico che abbiamo in testa noi, quando presenteremo delle proposte sul lavoro, domanderemo, attraverso la Rete, il contributo degli imprenditori, dei lavoratori. Questa è la rivoluzione».

Un occhio anche alla fase successiva, le primarie. De Marchis chiede a Renzi se sia preoccupato per l’affluenza ai gazebo. Il sindaco spiega che sui numeri bisogna essere «cauti». Cioè non alzare troppo le aspettative: «Se vanno a votare due milioni di persone (meno che in tutte le precedenti primarie, ndr) non cambia nulla sulla legittimità del vincitore». Quando De Marchis gli fa notare che «i renziani» temono che la bassa affluenza possa indebolirlo, Renzi risponde: «I renziani non esistono, sono una categoria dello spirito. Ma a chi si sente tale, chiedo di non gridare ai complotti».

Un’ultima battuta sul caso Ligresti, di cui il ministro Anna Maria Cancellieri ha riferito martedì al Senato: «La vicenda parlamentare sembra chiusa, ma l’atteggiamento del ministro non mi ha convinto per niente».

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