Non separare mozioni nazionali e congressi provinciali di Enrico Morando*

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Lacrime di coccodrillo. Sono quelle che sgorgano copiose dagli occhi di chi ieri ha preteso addirittura di vietare – per esplicita indicazione del Regolamento congressuale – qualsiasi forma di collegamento tra i candidati segretari provinciali e le mozioni e i candidati segretari nazionali e oggi lamenta gli effetti catastrofici che questa spoliticizzazione ha favorito e in qualche misura determinato…

…Certo, a mettere in scena il triste spettacolo della corsa alle tessere fasulle è anche la sciagurata decisione di lasciare aperta la possibilità di iscriversi al PD fino al momento della votazione nel congresso di Circolo.

Ma – anche a non voler considerare il fatto che questa infausta soluzione organizzativa ha la stessa fonte – è stata la scelta di separare così nettamente, non solo sul piano temporale, ma anche e soprattutto sul piano politico, il confronto sui candidati e le mozioni nazionali da quello sui candidati a segretario provinciale (qui, spesso, le mozioni non ci sono proprio o, quando ci sono, vengono completamente ignorate), a creare il clima più favorevole alle scorribande dei signori delle tessere.

Perché? La risposta è semplice: perché questa separazione tra confronto politico e scelte locali dei dirigenti fa anzitutto venir meno la possibilità di applicare, a ciò che ognuno fa, il principio di responsabilità.

Col risultato che tutti si possono legittimamente, e spesso anche giustamente, chiamare fuori: che colpa ne ho io – candidato segretario nazionale – se quel tizio ha fatto 100 tessere e le ha pagate tutte lui, stravolgendo il congresso di Circolo? Dice di essere collegato alla mia candidatura nazionale? Non è così. Tanto è vero che il “collegamento” è vietato dal Regolamento…

Naturalmente, appena pronunciata questa frase, si passa poi ufficialmente -da parte del Comitato di sostegno al candidato segretario nazionale – al puntuale computo dei segretari provinciali fino ad oggi “conquistati”.

Solo nella giornata di ieri: “sui 250.000 votanti, più del 50% si è espresso per candidati che sostengono Cuperlo” (Comitato per Cuperlo segretario). Ah si? – vien voglia di rispondere. E quei 250.000 votanti come facevano a saperlo, visto che il “collegamento” è severamente vietato dal Regolamento?

Del resto, appena venne avanzata l’idea di dar luogo “al congresso dal basso” attraverso la separazione temporale e politica da quello “dall’alto” (i candidati e le mozioni nazionali) ho scritto ben tre articoli su l’Unità per evitare questo errore politico. Non discutevo delle intenzioni dei proponenti.

Per me, buone per definizione. Di quelle, infatti, parlarono in quell’occasione solo i proponenti la “separazione”, per respingere le mie obiezioni: vuoi consentire il “collegamento” perché pensi che Renzi “trascinerà” candidati locali che altrimenti non verrebbero mai eletti.

Più banalmente, discutevo dei prevedibili effetti di quella scelta, sulla base della esperienza (ho passato un anno della mia vita a fare il commissario del PD a Napoli): spoliticizzando il confronto, avremmo aperto autostrade all’opera di chi non ha una posizione politica da far valere, ma un controllo di quote di “potere di nomina” locale da mantenere o accrescere.

C’è infine da rilevare che un serio problema politico si propone anche dove il fenomeno del tesseramento drogato non si è proposto, perché il candidato segretario provinciale era “unico”. C’è di buono, in questo caso, che la questione non è andata a finire sui giornali.

Ma resta la domanda: viste le due mozioni di Cuperlo e Renzi, e constatata la loro netta alternatività circa l’idea di partito, la sua funzione (e, quindi, la sua organizzazione), su quale base politica questi candidati “unici” fonderanno la loro gestione del partito a livello locale? Mistero.

5.11.2013

Enrico Morando

Enrico Morando

Senatore dal 1994 al 2013, leader della componente Liberal dei Ds, è stato direcente l’estensore del Programma elettorale del Pd nel 2008 e coordinatore del Governo ombra. Ha scritto per Donzelli nel 2010 “Riformisti e comunisti? Dal Pci al Pd. I miglioristi nella politica italiana”. Presidente di LIBERTÀeguale.

*http://www.qdrmagazine.it/2013/11/05/126_morando.aspx

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