Caos iscrizioni, Epifani: “Stop a tesseramento”. Renzi attacca: “Conta fasulla sui segretari provinciali” (da la Repubblica – 06.11.2013)

Il sindaco di Firenze risponde al segratario che illustra i primi risultati delle consultazioni locali: “Congressi regolari”. Solo tre candidati possono correre per primarie. E Civati propone di cambiare le regole: “Siano ammessi tutti e quattro”

ROMA – Stop al tesseramento Pd, ma solo con l’accordo di tutti i candidati, l’apertura dei circoli ancora per questo weekend e una verifica tecnica sulla modalità. Dopo una giornata piena di caos sulle iscrizioni, la segreteria nazionale ha condiviso la riflessione del segretario, Guglielmo Epifani, che chiede uno stop del tesseramento in vista delle convenzioni nazionali. Lo dice Davide Zoggia al termine della segreteria nazionale. Sabato e domenica i circoli saranno ancora aperti per chi voglia iscriversi. Le iscrizioni saranno bloccate da lunedì. La soluzione della segreteria sarà ora sottoposta ai candidati nazionali.

Matteo Renzi ci sta, basta che però “si torni a discutere di questioni concrete”. Risponde seccato il sindaco di Firenze all’ipotesi, già lanciata da Gianni Cuperlo e supportata dal segretario Epifani, di fermare l’iscrizione al partito. Per mettere un freno al fenomeno dei tesseramenti gonfiati, dopo le segnalazioni arrivate da diverse province. Intanto nasce l’ennesimo caso, questa volta sul numero dei candidati che potranno correre alle primarie. Epifani ricorda che possono essere solo tre, ma non mancano i malumori, tanto che uno dei quattro aspiranti alla guida del Partito democratico, Pippo Civati, propone addirittura di cambiare le regole.

Blocco? Nessun problema. “Vogliono bloccare il tesseramento, come propone Cuperlo? – scrive allora Renzi su Facebook – Lo blocchino, nessun problema. Accetto le proposte altrui, le decisioni altrui, le regole altrui. L’importante è che finalmente il Pd torni a discutere di questioni concrete”, come la disoccupazione “salita al 12,6%” e non si litighi “su false tessere, sulle regole e sulla conta, fasulla, dei segretari provinciali”. Ed è fondamentale anche che ci siano primarie aperte: “L’8 dicembre devono poter votare tutti i cittadini – conclude Renzi – Chiarito questo, possiamo tornare a fare politica? Grazie”.

La versione di Epifani. I congressi del Pd si sono svolti “secondo le regole” e laddove non è stato così “ci saranno le sanzioni”. Il segretario Pd Guglielmo Epifani prova a tirare il partito fuori dal caos congressuale in cui è piombato e cerca di mettere pace fra le correnti. E nella riunione di segreteria del partito convocata oggi cerca di restaurare quel clima di fiducia necessario a evitare la fuga degli elettori. “In molte situazioni i congressi si sono svolti senza particolari problemi – spiega il segretario – in particolare in Lombardia ed Emilia Romagna. In qualche caso invece ci sono stati problemi, contestazioni, segnalazioni di situazioni abnormi sia dal punto di vista dei nuovi iscritti, sia del rispetto delle procedure. Per quello che mi riguarda, per la segreteria, abbiamo dato indicazione di procedere con un rigore assoluto. Ogni volta che si fosse accertata l’esistenza di irregolarità, le commissioni avranno la facoltà di procedere con l’annullamento, lo spostamento dei congressi e anche sanzioni a carico di chi si sia macchiato di violazione dello statuto o del regolamento”.

Stop al tesseramento? Sull’ipotesi di chiudere i tesseramenti al Pd nel momento in cui si aprono i congressi di circolo, Epifani taglia corto: si può fare, ma “a patto che su questo ci sia l’accordo di tutti i candidati alla segreteria”. Dell’argomento si continuerà a discutere nel pomeriggio nel seguito della riunione della segreteria.

E la discussione si preannuncia lunga. Pippo Civati, ad esempio, si è dichiarato contrario all’idea di fermare le iscrizioni al partito. E sorpreso che “Renzi abbia cambiato idea anche su questo”. E anche l’altro candidato alla segreteria, Gianni Pittella, non è favorevole all’ipotesi.

Solo tre candidati alle primarie? Epifani chiarisce anche che i candidati alla segreteria nazionale potranno essere solo tre e sarà decisivo il voto della convenzione: “Lo statuto prevede che si possano presentare alle primarie solo 3 candidati. Avendo noi 4 candidati iniziali, il voto della convenzione che si terrà il 24 novembre, servirà a selezionarli”. Ma la matassa si ingarbuglia sempre di più, tanto che Civati offre una “soluzione salomonica” ai vertici del Pd: “garantire il passaggio alle primarie dell’8 dicembre a tutti e quattro i candidati”. “Sarebbe l’unico modo – spiega – per disinnescare le irregolarità che ci sono state e renderle ininfluenti per l’esito della prima fase del congresso. Io – aggiunge – se fossi stato in Epifani avrei convocato i candidati e d’accordo con loro avrei consentito a tutti di partecipare alla fase finale del congresso”. In questo modo, in pratica, si salterebbe la convenzione nazionale prevista per il 24 novembre.

I numeri dei congressi provinciali. Il responsabile Organizzazione del Pd, Davide Zoggia, fa il punto sulle votazioni nei congressi provinciali, elencando alcuni numeri degni di nota. “Si è già svolta la stragrande maggioranza dei congressi provinciali (finora 88). Alcuni di essi – fa sapere Zoggia – termineranno nelle prossime ore e in 8 casi (Brescia, Versilia, Perugia, Roma, Lecce, Crotone, Parma, Teramo) saranno necessari dei ballottaggi. A Caserta si voterà il 10 novembre. Hanno votato circa 320mila iscritti e si è quindi registrata, nonostante i tempi strettissimi, una significativa partecipazione democratica. Si è verificato un rinnovo dei segretari nel 95% dei casi – continua il responsabile Organizzazione – l’età media dei nuovi eletti è molto bassa e, fino a questo momento, sono state elette 15 donne”.

Quanto alle situazioni “dubbie”, Zoggia assicura che ci saranno “rigorosissime verifiche da parte della Commissione nazionale per il congresso – che si riunirà domani sera – di concerto con la Commissione di garanzia. Le situazioni sono, principalmente, quelle di Asti, Rovigo, Piacenza, Frosinone e Cosenza. La decisione di ultima istanza su tali situazioni della Commissione nazionale sarà preceduta e preparata dalle Commissioni regionali. “.

Il dirigente Pd conclude ricordando le date ‘chiave’: “Ora procederemo in volata per le convenzioni provinciali che si terranno dal 10 fino al 17 novembre. La convenzione nazionale si terrà a Roma il 24 novembre”.

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