Tessere gonfiate, scoppia la rivolta «Pd-Ogm? Non serve» (da l’Unità – 03.11.2013)

Di Jolanda Bufalini

È accoratissimo l’appello del segretario regionale pugliese, Sergio Blasi, che ha scritto al garante Luigi Berlinguer e ai quattro candidati: «Chiunque vinca rischia di essere una vittoria di Pirro. Un partito gonfiato, un partito Ogm, che cosa se ne fanno. Siamo ancora in tempo, facciamo qualcosa, altrimenti assisteremo impotenti all’abbandono della parte migliore».

Lui stesso, dice, «se vince la logica dei notabili, non è questo il mio posto». Il panorama che descrive è uniforme a quello del resto del paese: «Poche persone nel circolo riunite per una discussione breve e superficiale e, fuori, decine di tesserandi sconosciuti alla militanza e all’attivismo. È una questione di dignità della politica, queste sono le primarie dei notabili».

Gente che alle primarie nazionali non si presenteranno nemmeno perché si tratta di persone cammellate dai potentati locali, anche micro. Poco importa se a Lecce sostengono il cuperliano, a Catania (congresso sospeso) si sono scannati fra quelli di Enzo Bianco e quelli del sottosegretario di Giuseppe Berretta, a Torino il rinnovamento di Renzi poggia su Fabrizio Morri, sodale di antica data del sindaco Piero Fassino. Quello che conta è il gioco perverso delle tessere, pacchetti da far pesare a prescindere dalle scelte politiche, dai programmi, dalle idee di un partito che si candida al governo del paese.

Vicende che talvolta sono micro ma sono uniformi sul territorio nazionale. Unpartito meridionalizzato, un fenomeno già osservato in precedenza ma esasperato dal pasticciato compromesso deciso in 20 minuti nella notte del 27 settembre, dopo mesi di inutile lavoro della commissione: iscrizioni possibili fino all’ultimo minuto, congressi di circolo prima delle primarie nazionali ma sganciati dal dibattito politico. A Frosinone si sono ritirati i candidati, situazioni critiche anche in Veneto.

Microstorie come quella del circolo di Cinecittà, Ivana Della Portella (ex consigliere comunale, ex presidente di Zetema) racconta lo sconcerto che hanno provato «una decina di membri del direttivo », «quando il giovane segretario uscente Gianni de Biase, di fronte alla volontà degli altri di non ripresentarlo, ha risposto picche», «Tanto – ha detto – i voti ce li ho già». Voti piovuti da dove? Un pacchetto di 150 tessere «già pagate » su 270 iscritti. Èla ragione per cui gli iscritti che tengono aperto il circolo, che vi fanno attività politica regolarmente, la settimana scorsa si sono barricati fino a quando non è arrivato Piero Latino, il garante, che ha sospeso le votazioni, bloccato le iscrizioni, promesso una verifica. Si voterà il 5 novembre.

In Piemonte, a Torino i militanti riferiscono di «una valanga di gente mai vista prima in fila al circolo». Ad Asti si è passati da 150 a 700 tessere, di cui 400 l’ultimo giorno del congresso cittadino. E 200 nuovi tesserati sono romeni, «per quanto si tratti di una comunità fortemente radicata», commenta Daniele Viotti, che segue la campagna nazionale per Pippo Civati, «non si era mai vista una presenza così massiccia». In più, a Torino, nei circoli si segnalano episodi di persone andate a votare senza i soldi per fare la tessera, che si sono allontanate per tornare poco dopo con i 15 euro necessari.

Le tessere «Ogm» sono solo un aspetto del gioco perverso. C’è anche il gioco di ostruzione: impedire le iscrizioni, far sparire le tessere, portare via le urne. Come è successo a Enna e, dove il potente Crisafulli controlla il partito, e, segnala Viotti, in altre parti della Sicilia. A Roma al circolo Cotral: «Non ho sentito una parola di moral suasion – dice il rappresentante di Civati – quando qualche volta una dichiarazione politica conta più di 100 regole».

A Cuperlo rispondono Dario Nardella (Renzi): «Cambiare le regole in corsa sui congressi, senza averlo fatto quando era consentito e opportuno, ora è impossibile. Il tesseramento resta aperto come stabilito, anche perché in caso contrario salterebbe la convenzione». È nella convenzione dei delegati eletti che si voteranno i 3 dei 4 candidati che andranno alle primarie dell’8 dicembre. E Civati: «La colpa sarebbe di chi vuole un congresso aperto, non di chi acquista migliaia di tessere in bianco? Ricordiamo a Cuperlo che qualsiasi norma civile deve poter sanzionare i disonesti, più che scoraggiare gli onesti: la proposta di sospendere il tesseramento ora che gli abusi sono già stati compiuti è tardiva, Cuperlo ci dica piuttosto se è d’accordo ad annullare i congressi sospetti».

Roberto Morassut, della commissione del Congresso, che è stato fra i primi a lanciare l’allarme, è sulla stessa lunghezza d’onda: «Sospendere tutto nell’ultima settima non è possibile.Avremo i numeri dei congressi martedì e ragioneremo sui numeri. Quello che si deve fare è studiare delle sanzioni, dall’annullamento dei congressi alla riduzione del numero dei delegati». Resta il fatto che l’esasperazione della lotta delle cordate «si è esasperata per la mancanza di documenti politici su cui confrontarsi».

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