Caos congresso, giovani Pd attaccano “Regole violate, non votiamo” (da Il Mattino – 30.10.2013)

di Ivana Infantino

Continua lo scontro all’interno del Pd. I sostenitori di Landolfi attaccano Pedace, mentre i giovani democratici fanno quadrato intorno all’ex segretario. I giovani Dem puntano il dito contro il partito e annunciano che in segno di protesta non voteranno alle primarie nazionali. Insomma, in vista della conclusione delle votazioni nei circoli – le operazioni di voto si concluderanno il 3 novembre – i toni si fanno sempre più duri, nonostante l’esito della tornata elettorale dovrebbe essere più che scontato. Appoggiato dalla maggior parte del partito il segretario uscente Nicola Landolfi va dritto verso la riconferma, mentre il renziano Sergio Annunziata punta ad una percentuale dignitosa. Potrebbe del resto raccogliere anche qualche consenso in più, essendo l’unico candidato per la minoranza, dopo l’uscita di scena del lettiano Vincenzo Pedace, che si è chiamato fuori dalla corsa denunciando brogli ed irregolarità. Contestazioni, raccolte in un dossier inviato alla commissione nazionale di garanzia, che lo hanno fatto finire nel mirino dei sostenitori di Landolfi che l’accusano di voler delegittimare «La partecipazione di migliaia di persone al solo scopo di coprire un risultato deludente. Dal nostro canto – scrivono – non intendiamo sottrarci al confronto in alcun modo, ma con fierezza difenderemo sempre la nostra organizzazione politica dalle strumentalizzazioni e dalla macchina del fango».

La nota arriva dalla casella mail della lista Per Unire di Nicola Landolfi a firma di Tommaso Maioriello, un giovane militante di Eboli che taccia Pedace di «vuoto giovanilismo. All’atto pratico – conclude – il propagandato rinnovamento di Vincenzo Pedace si traduce nel vuoto giovanilismo di chi vuol male al partito». Sul piede di guerra i Giovani democratici denunciano come Pedace sia stato spinto a ritirarsi dalla corsa, annunciando di non voler partecipare alle primarie dell’8 dicembre per la scelta del segretario nazionale. «Ciò che è stato fatto a Pedace – scrivono – è stato fatto anche a tutti noi e ai giovani che si sono impegnati in battaglie per il territorio, la legalità e la democrazia laddove spesso il Pd dei “grandi” è stato latitante. Impedire una leale e regolare competizione ad un giovane – aggiungono – spingendolo finanche a ritirare la candidatura, è un fatto di assoluta gravità. Oggi a Salerno – concludono – non possiamo più dire vinca il migliore. Si sa chi vincerà. Ma non è detto che sarà davvero il migliore».

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