Alla Leopolda prove tecniche di coabitazione con Letta (da Europa – 26.10.2013)

«Letta usa la metafora del cacciavite, io avrei optato per un investimento col caterpillar». Il sindaco pungola il premier

Alla Leopolda prove tecniche di coabitazione con Letta
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci». Il motto gandhiano campeggia su uno dei mega cartelloni alla Leopolda. Sembra fatto apposta, un messaggio subliminale per tutti quelli che hanno ignorato Matteo Renzi, lo hanno deriso, combattuto. E poi sono saliti sul carro, senza sapere che poi toccherà soprattutto a loro spingere.

E infatti ieri – primo giorno della Leopolda “congressuale” – a farsi vedere fin da subito sono stati gli ex, quelli insomma, nelle cinquanta sfumature di Renzi, anzi, di renziani dell’ultima ora. Anche loro rendono quest’anno più istituzionale e più formale la Leopolda 4 rispetto al passato, quando erano soprattutto gli amministratori locali a costituire la rete renziana in giro per l’Italia.

Lui, il sindaco, non parlerà solo di bipolarismo e di come fare per recuperare voti al centrodestra e al Movimento 5 Stelle ma anche – grazie all’aiuto dei tavoli di lavoro coordinati da parlamentari e non – di giustizia.

Ieri intanto Renzi è tornato a pungolare il premier Enrico Letta e i membri del suo governo, parlando con Radio24. «Dire che non si può ridurre la spesa pubblica è incredibile. Un autorevole esponente del mio partito, che ora sta al governo, ha dichiarato che è inammissibile toccare la spesa pubblica. A chi mi riferisco? Indovini: Fassina, il viceministro dell’economia o il guru economico della mozione Cuperlo. Battute a parte, tagliare la spesa pubblica è fondamentale. Un esempio? Nel nostro piccolo a Firenze avevamo 8 milioni e mezzo di affitti passivi ora siamo a 1,8 milioni. Le auto blu? Vendute all’asta».

Renzi ha parlato anche del suo ritrovato rapporto con il premier dopo le incomprensioni delle ultime settimane. «Rispetto Letta e il suo metodo di lavoro – non vorrei mai litigare con lui dopo aver faticosamente ricostruito il nostro rapporto – ma lui preferisce fare le riforme passo passo, utilizza la metafora del cacciavite. Io, invece, che sono un po’ meno prudente e saggio di lui, avrei optato per un investimento col caterpillar. Questa è una legge di stabilità col cacciavite, ha dei segnali di novità e di controtendenza rispetto al passato ma certo non è rivoluzionaria».

@davidallegranti

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