Riforme, Renzi: Letta cacciavite, io caterpillar (da Europa – 25.10.2013)

Intervistato da Radio 24 il candidato alla leadership del Pd interviene anche sulla legge di stabilità e il Porcellum

Riforme, Renzi: Letta cacciavite, io caterpillar
«Fare le riforme passo passo, gradino per gradino. Lui (Enrico Letta, ndr) utilizza la metafora del cacciavite. Per me, che sono meno prudente, occorre un investimento non col cacciavite, ma col caterpillar». Lo ha detto questa mattina Matteo Renzi, candidato alla leadership del Pd, a Radio 24, parlando della legge di stabilità.«Come fa a farlo come questa maggioranza? Lo capisco», ha aggiunto a Renzi.

Ma il «problema vero» del governo Letta è l’assenza di un «programma elettorale», che potesse anche essere chiaro «per i cittadini», perché la stessa legge di stabilità, secondo il sindaco «ha dei segnali di novità e di controtendenza rispetto al passato, ma certo non puoi fare la rivoluzione che servirebbe». «Tagliare, ridurre la spesa pubblica è fondamentale», ha detto citando le parole del viceministro Stefano Fassina, per il quale «la spesa pubblica non si tocca». Ma come si può pensare una cosa del genere, ha chiesto Renzi, «quando hai una spesa pubblica che supera gli 800 miliardi di euro?».

Il candidato alla leadership del Pd, che stasera elle 18 aprirà la sua Leopolda, è anche intervenuto sulla legge elettorale sulla linea di Napolitano, che «ha detto che convocherà anche l’opposizione, ha risolto il problema in questo modo. Se avesse convocato solo la maggioranza non sarebbe stato bello. Siccome ha convocato anche l’opposizione, fa il suo ruolo», ha chiarito Matteo Renzi.

Sul lavoro, poi, il sindaco di Firenze ha ribadito che serve rivoluzionare «le regole», bisogna «semplificare duemila norme che regolano il lavoro in Italia, ci perde la testa anche uno specialista». «Viene la nausea a chi vuole investire in Italia solo a leggerle». Il sindaco di Firenze ha anche accennato alla formazione professionale: «Fa schifo», dice. «Perché non la copiamo dai tedeschi?». E ce n’è anche per Confindustria: « Ha qualcosa da farsi perdonare sulla formazione professionale. Confindustria e i sindacati parlano parlano parlano», ma secondo Renzi, non fanno niente.

Quanto alle polemiche sull’elezione di Rosy Bindi a presidente della commissione antimafia Renzi parla di parole «inaccettabili e incommentabili» pronunciate da Renato Brunetta, che la parola «guerriglia» «dovrebbe metterla in un cassetto e chiuderla a chiave» secondo il sindaco di Firenze.

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