Renzi e le nuove classi dirigenti di Gianluca Garro*

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E’ ottobre e oltre all’autunno ci sono novità politiche. Tra queste il congresso del Pd. Ormai famigerato visto quanto e da quando se ne parla…

…Sembra finalmente arrivato il turno di Matteo Renzi che, a detta del suo stesso slogan elettorale, vorrebbe cambiare verso all’Italia, attuando finalmente uno storico ricambio generazionale che parte questa volta dal partito e non più dalla strada “diretta” della premiership come aveva provato a fare nel 2012.

Sulla reale volontà di passare per il raggiungimento della leadership del partito di Renzi s’è scritto molto. Di fatto sembra che la convinzione reale sia scaturita solo negli ultimi mesi. Quando in Renzi è nata forte l’impressione di rischiare di “fare la fine di Prodi” come ripete spesso. Molti analisti hanno affermato che la famosa visita a Canossa alias Palazzo Vecchio di Massimo D’Alema fosse in realtà una richiesta di accordo: Palazzo Chigi a te e S. Andrea delle Fratte a noi.

Il ricordo dei governi ‘96 e 2006 e la loro prematura fine hanno fatto balenare l’idea nella testa del sindaco che il problema stava proprio in quella richiesta. Ed eccolo a mordere il freno ai blocchi di partenza dopo aver ottenuto (per manifesta debolezza della vecchia intellighenzia, altrimenti non l’avrebbe ottenuto mai) la riproposizione delle regole del congresso del 2009.

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Se dopo aver mollato il freno, e come tanti sondaggisti affermano, il sindaco dovesse vincere e conquistare il secondo piano del Nazareno è probabile che si assista ad un vero, serio e compiuto ricambio di personale politico. Ricambio di facce ma soprattutto ricambio di pratiche e di modalità di scelta.

E’ proprio su questo piano che sono riposti gli interrogativi più pressanti non solo di analisti e commentatori ma anche di molti militanti dalla “mozione” renziana.  Come organizzerà il partito Matteo Renzi? Chi sarà a portare avanti un’obsoleta, molto spesso disprezzata e pesante macchina di partito? E ragionando in maniera più larga: come si organizzeranno i “renziani” finalmente maggioranza forse anche nelle articolazioni locali? Soprattutto in realtà come Roma e Milano di per sé decisive?

Un lampo nel fare le campagne elettorali e bravo nel gestire la macchina amministrativa di un’importante città come Firenze, Renzi non si è mai misurato con l’organizzazione di un partito ancora “pesante” nelle sue articolazioni e nelle sue fazioni, guerre, a volte faide.

Intorno a lui intanto si stanno coagulando diverse personalità. Giovani e meno giovani dotati di esperienza soprattutto nei diversi ambiti della vita civile. La differenza sostanziale con i dirigenti che vengono da una formazione nei partiti “genitori” del Pd sta nel non essere tutti cresciuti in sezione o circolo. La speranza è proprio che tanti nuovi democratici affollino i circoli.

Non mancano tra vecchi e nuovi renziani protagonisti stagionati della politica. E’ di questi giorni la polemica sui vari “vincitorcarristi” invitati da Renzi stesso a spingerlo il carro comune, più che salirci ad appesantirlo. Rimane comunque una forza non indifferente dal punto di vista del consenso di tanti protagonisti politici locali, nessun territorio escluso.

Si tratta dunque di preparare una classe dirigente che parta dalle realtà locali fino ad arrivare alle dirigenze della pubblica amministrazione, gangli vitali della struttura dello stato. E’ su questo che si giocherà la partita più importante del “renzismo” nella sala dei bottoni del Partito Democratico. E si deve preparare presto, i primi 100 giorni saranno decisivi. Come lo sono stati per Veltroni, un’esperienza alla guida del Pd che se finiva meglio, la storia, oggi, sarebbe diversa. Purtroppo.

22.10.2013

Gianluca Garro

Gianluca Garro

Gianluca Garro. Laureato in Scienze della Comunicazione è giornalista dal 2006. Dopo alcuni anni accanto a Romano Prodi nel suo ufficio stampa a Palazzo Chigi è ora addetto stampa del Dipartimento della Protezione civile. Twitter: @GianlucaGarro

*http://www.qdrmagazine.it/2013/10/22/garro.aspx

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