Pd, entro venerdì i candidati Da sabato la corsa a segretario (da l’Unità – 08.10.2013)

Dopo la settimana al cardiopalma per il governo Letta, ora che l’esecutivo resta in piedi il Partito democratico torna ad occuparsi della corsa congressuale. Entro venerdì 11 verranno formalizzate le candidature alla segreteria e dal giorno dopo si aprirà ufficialmente la campagna in vista delle primarie dell’8 dicembre. Ai nastri di partenza, salvo sorprese dell’ultimo minuto, ci saranno quattro nomi: Giuseppe CivatiGianni CuperloGianni PittellaMatteo Renzi.

Il sindaco di Firenze aprirà il suo tour a Bari, sabato 12 ottobre: ospite del primo cittadino Michele Emiliano, traccerà le linee guida del suo programma per il partito e per il Paese. Il discorso viene atteso come una sorta di nuovo «Lingotto», sequel ideale dell’intervento di Walter Veltroni a Torino che segnò di fatto la nascita del Pd. «Con me segretario, il governo di Enrico Letta sarà più forte», ha dichiarato ieri Renzi. Che intanto ha scelto il segretario del Pd dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini come coordinatore della propria campagna congressuale. A Palazzo Chigi cresce comunque l’attesa per le parole che il sindaco pronuncerà a Bari. Il timore è che eventuali critiche dell’ex rottamatore al governo possano essere utilizzate dal Pdl per deviare l’attenzione dalle spaccature interne al centrodestra.

Intanto già si aprono le prime schermaglie. Pippo Civati solleva dei dubbi sulla futura convivenza tra il sindaco nel ruolo di segretario e il premier: «Non so se convenga a Renzi fare il segretario del Pd per lavorare al fianco di Letta, come se fosse il suo fratellino minore. Lui ha senso come candidato premier. Ma se si impone lo schema del governo, Letta diventa più forte di lui. Matteo è un centravanti, se gioca mediano è un problema». «Dispiace – attacca Simone Valiante, membro della segreteria molto vicino a Giuseppe Fioroni – che Renzi scelga il trasformismo di Franceschini e il reclutamento sui territori di qualche vetero comunista alla ricerca di una nuova e improbabile verginità politica. In questo modo è difficile innovare».

Giorgio Merlo esprime invece preoccupazione per la tenuta del partito: «Renzi e Cuperlo al di là dell’esito delle primarie, devono trovare una forte unità per la gestione del partito. Senza questo obiettivo si può andare incontro a micro scissioni che possono indebolire il progetto del partito in vista delle future elezioni». Il renziano Ivan Scalfarotto si dice convinto che «la fase congressuale darà slancio al Pd e potrà essere stimolante per un confronto serio e costruttivo», mentre Goffredo Bettini esorta tutti a lasciarsi dietro le spalle il correntismo «funzionale solo a classi dirigenti conservatrici e logore che vogliono mantenere e difendere i loro orticelli in contrasto col fortissimo sentimento di unità tra i nostri elettori».

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