Per Renzi strada in discesa verso la segreteria del Pd (da La Stampa – 07.10.2013)

Bindi non si schiera, ma molti lettiani pronti a sostenere il favorito

CARLO BERTINI
ROMA

Il segnale di appeasement è arrivato forte e chiaro: dalle colonne di questo giornale Matteo Renzi ha fatto capire quale sia il suo orizzonte e che una convivenza virtuosa con il premier del Pd cioè Letta, sarà possibile quando lui diventerà segretario. Esito ritenuto scontato da tutti, casomai ora che la prospettiva delle urne a marzo è scemata, nel Pd si discetta sulle cifre, quanti milioni ai gazebo e percentuali dell’affermazione che avrà il sindaco di Firenze sugli altri candidati.

A Renzi in questa fase preme sgombrare il campo dalla possibile riedizione di quel «modello Veltroni-D’Alema» che ha lacerato per anni i militanti. Assicura che se diventasse segretario del Pd, non si chiederebbe ogni giorno cosa fare per danneggiare Letta e Alfano. «Il mio non sarebbe un Pd con la matita rossa e blu per fare le pulci al governo», chiarisce. Cercando di sopire le ansie di chi teme continue scosse telluriche su Palazzo Chigi. «Volete capire che sono molto ambizioso ma non ho fretta? Se Enrico dura dieci anni farò dell’altro». Con un concetto che sembra far premio sopra ogni altro, e cioé che «anche Letta ha capito che bisogna cambiare e sa che, con me segretario, il governo sarebbe più forte».

Ovvio che il premier l’abbia presa bene, «Renzi e io siamo caratterialmente diversi ma abbiamo imparato di avere delle responsabilità che vanno oltre le nostra caratteristiche. Renzi ha dimostrato forza e il suo atteggiamento degli ultimi giorni è stato positivo, lui e Cuperlo faranno un ottimo lavoro», dice Letta. Confermando che lui starà «fuori dal congresso», ma disponendo le cose in modo tale da suddividere bene i pesi e i contrappesi, consapevole che i suoi stanno per schierarsi. Non è un caso se il principale sostenitore insieme a Franceschini di un asse Renzi-Letta, ovvero Francesco Boccia, accolga come musica per le sue orecchie le parole dei due leader, ormai in procinto di rompere gli indugi: entro giovedì annuncerà che voterà Renzi, nella convinzione espressa ai compagni di cordata, che «il nostro elettorato di base, avendo Enrico fuori gioco al congresso, segue naturalmente Renzi, ma le nostre condizioni sono il sostegno alla linea Napolitano di lealtà al governo e un’assunzione di corresponsabilità sulle riforme da fare». Ma se l’intento di quelli come Boccia è riuscire a intercettare il voto di mondi che non votano la sinistra da tempo, a sentire le voci interne al partito, la truppa lettiana non farà una scelta univoca, anzi. E mentre la Bindi decide di non schierarsi con nessuno, i fedelissimi del premier si divideranno tra Renzi e Cuperlo.

Epilogo che in qualche modo suffragherebbe la tesi di chi, come Fioroni, sta schierando i suoi con lo sfidante del sindaco, in «un congresso che ormai cambia pelle. Perché Renzi diventa sempre più di sinistra e resta freddo sul governo, mentre Cuperlo sostiene la svolta del Pdl e difende il pluralismo del Pd». Quindi paradossalmente molti di quegli ex Dc che temono di essere rottamati andranno a proteggersi sotto l’ombrello del candidato dalemian-bersaniano. «Avevano preparato l’ascia per decapitarci tutti, ora la mandano dall’ arrotino per evitare che si arrugginisca», scherza Fioroni. Che definisce Renzi «Dr. Jeckyll e mr Hyde, perché ama Merkel ma voterebbe Spd», dopo esser finito ancora una volta nel mirino del sindaco: per alzare una barriera in difesa del bipolarismo, Renzi ricorda che «Letta è un bipolarista convinto e anche Alfano. Il grande centro è il sogno dei Fioroni e dei Giovanardi e non passerà».

Annunci

Informazioni su Salerno per Renzi

SALERNO PER RENZI LEADER DEL PD Cambiare il PD per cambiare l'Italia
Questa voce è stata pubblicata in Articoli dalla Stampa Nazionale, Politica Nazionale e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.