Fiducia a Letta: Berlusconi scompiglia, psicodramma nella sinistra e problemi per Renzi di Aurelio Mancuso*

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E Berlusconi spiazzò tutti votando la fiducia a Letta cercando di sventare la manovra dei democristiani dentro il Pdl, in raccordo con quelli del Pd e Scelta Civica a condurre le danze, rispolverando antichi valzer. Lupi, Mauro, Letta sono stati i protagonisti di questo tentativo che intendeva mettere in un angolo un per niente domato Berlusconi…

…Ora tutto si rimette in moto e questo voto di fiducia non risolve la drammatica spaccatura dentro il centro destra. Anche la sinistra interna del Pd che deve far buon viso, e ingoiare un rospo, che si tenta di far passare come un boccone dolcissimo, che invece una volta digerito procurerà molti mal di pancia.

Si preannuncia una nuova fase politica con un governo sorretto, politicamente dai “moderati” (se si possono classificare così Giovanardi, Binetti, Lupi e compagnia) cui la sinistra riformista fa da stampella; una riedizione di grande coalizione che ha in Enrico Letta il naturale punto di riferimento. E allo stesso tempo gli ingombranti voti berlusconiani rendono la navigazione di nuovo incerta, difficile da sopportare e supportare.

Ora il Pd dovrà avviare un congresso che pochissimi a sinistra aveva voglia di svolgere e, che si complica ancor di più, perché è probabile che vinca un Renzi furioso, perché scontento dall’oggettiva ascesa di Letta e di un concreto rinvio delle elezioni a data da destinarsi. L’implosione del Pdl è solamente rinviata, e il 4 ottobre è alle porte, ma cosa accadrà al Pd? La riorganizzazione del centro destra, che forse avrà un’accelerazione, ma potrebbe risolversi anche con passaggi politici intermedi e pone al centro sinistra la necessità di ripensarsi.

L’area moderata democratica potrebbe essere tentata, nel caso le difficoltà di Berlusconi si trasformassero in impossibilità di metter insieme forze sufficienti per proporre una proposta di governo, di guardare al progetto Lupi, Alfano, Mauro, Monti, Casini. E se pure Renzi ha per ora un’indubbia forza attrattiva anche nei campi elettorali altrui, ciò che è avvenuto oggi, rimescola le carte.

Soprattutto per quella parte del Pd che si ritiene riformista, socialdemocratica, appartenente a una sinistra internazionale comunque in difficoltà, sarà inevitabile ragionare su una sua futura rappresentazione più netta e possibilmente all’altezza dei tempi. Per questo per Renzi il compito si complica, perché l’aver voluto subito il congresso del PD, a questo punto, non lo avvantaggia per la corsa al governo, cui potrebbe trovare un Letta forte, magari con il vento in poppa di una pur debole ripresa economica. Cambia todo cambia!

2.10.2013

Aurelio Mancuso

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