Renzi, make it easy di Simona Bonfante*

Certificazione-energetica

LEOPOLDA

Casa 1 – Certificazione energeticaPer mettere in vendita o in affitto un appartamento, la legge impone l’obbligo di certificazione energetica, un attestato di appartenenza a una classe di consumo che solo un perito può rilasciare…

…Il perito ti viene in casa, ti guarda la caldaia, verifica che non hai pannelli solari (stai al secondo piano di un palazzo di città, come potresti mai…) e ti dice che la tua casa è una classe G. Dopo che te lo ha detto, ti fattura dai 200 euro in su – ti va meglio se ti aggiudichi un deal scontato su Groupon. Non pare un dato significativo ai fini della scelta di acquisto/affitto. Al consumatore, per il bene del quale il suddetto obbligo di legge è stato ipocritamente introdotto, pare infatti non fregare nulla della classe energetica. A che serve dunque? Serve a garantire ai geometri – specie economicamente votata all’estinzione – un giro d’affari purchéssia. Chi è che glielo garantisce questo giro d’affari: il mercato, il talento? No, la politica.

Casa 2 – Pratiche notarili
Quando compri una casa, il notaio esegue dei controlli catastali per verificare che non ci siano ipoteche o robe simili. L’indagine del notaio, tuttavia, non parte – come sarebbe logico attendersi – dalla data dell’ultima verifica notarile compiuta sull’immobile – cioè quando il proprietario dal quale stai acquistando tu ha a sua volta acquistato l’immobile – ma va a ritroso nel tempo, fino tipo alla posa della prima pietra. Cos’avrà mai da verificare il notaio che il collega che si è occupato della compravendita precedente non ha avuto modo a sua volta di verificare? Nulla. E perché mai, poi, tali verifiche non possono essere fatte dall’acquirente stesso, presso il catasto? Che ci sta a fare il catasto, se non per registrare magari su un foglio excell da condividere con il cittadino proprietario e il cittadino acquirente l’anagrafica dell’immobile?
I ridicolmente gonfiati costi notarili vengono da lì. Chi garantisce questi margini di guadagno inerziali: il mercato, il talento? No, la politica.

Salute 1 – La ricetta
Lo specialista (privato) presso il quale sei in cura ti prescrive degli esami che il SSN riconosce tra quelli coperti. Per aver la copertura però ti serve la ricetta rossa che ti deve fare il medico di famiglia – che sei obbligato ad avere, anche se di famiglie non ne disponi punto. Se vuoi usufruire del diritto alla salute che lo Stato riconosce ai propri sudditi devi passare da lì: tre ore di attesa nello studio del dottor Pincopallo per avere una ricetta rossa compilata sotto dettatura – la tua. Particolare: il medico generico riceve in orari coincidenti con gli orari di lavoro di chi un lavoro (ancora) ce l’ha. Tu che fai? Ti prendi un permesso subendo il cazziatone indignato del tuo capo sadico per il quale non esiste nulla al di fuori dell’azienda? Non ti fai i controlli? Ti fai gli esami pagando di tasca tua l’intera quota fuori dal regime di convenzione? Comunque sia questo costo di transizione inutile, ma imposto, lo paghi tu, sebbene a beneficiarne sia il dottor Pincopallo medesimo, al quale ti lega questo ormai consolidato rapporto di dettatura/esecuzione. Ma cosa giustifica l’esistenza del medico generico? Il mercato della salute? Il talento compilatorio del prescrittore di ricette rosse? No, la politica.

(to be continued)

Quando si dice “costi della politica” dobbiamo intendere questo: l’abuso di mediazione che la politica ipocritamente spaccia per regole a tutela di. Di chi? Ecco, la risposta è dentro di te.

Caro Matteo, l’impegno al quale devi sentirti vincolato è questo: eliminare quell’abominevole proliferazione di imposizioni coatte e subliminalmente dittatoriali che, passetto dopo passetto, il clientelismo corporativo-centrico sul quale la politica ha costruito la propria indispensabilità si fonda.
È un impegno gravoso – una marea di parassiti avrà difficoltà a votarti – ma è anche l’unico per il quale ha senso conferirti fiducia. Che dici, ce la sentiamo di cominciare a compilare il wiki-stupidario del quale cominciare a liberarci il giorno dopo il tuo arrivo a Palazzo Chigi?

9.09.2013

@kuliscioff

*http://www.europaquotidiano.it/2013/09/09/renzi-make-it-easy/

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